Louise Wawrzynska

Pole Dancer & Pole Teacher

Louise ha un’energia soave e potente che si esprime nella sua personalità tanto quanto nel suo modo di danzare. Quando si muove attorno al palo è elegante e sensuale, sembra leggerissima, eppure la leggerezza, è un concetto complesso che si costruisce nel tempo, con pazienza. La Pole Dance le ha permesso di scoprire le infinite potenzialità del suo corpo, ma sopratutto le ha insegnato ad ascoltarlo e rispettarlo.

Louise in tre parole: un profumo, un colore, un sapore.

Profumi dolci e avvolgenti come la vaniglia, o la rosa. Un colore, il beige. Ma se dovesse essere un colore per la mia casa sceglierei il bianco, pulito e minimale, sta bene con tutto. Un sapore per me, è quello del caffé la mattina, con un goccio di latte d’avena.

Raccontami di più sul tuo percorso nello sport e di come hai scoperto la Pole Dance.

Faccio sport sin da quando ero piccola. Sono sempre stata molto curiosa, quindi ho preso qualche lezione di danza classica, equitazione, boxing, ma perdendo velocemente interesse. L’unica disciplina che ho praticato a livello agonistico è stata l’acrobatica (9-11anni), mio padre era il mio coach, con tutti i pro e i contro della situazione.
La Pole Dance invece l’ho scoperta circa 12 anni fa, per caso. Vidi una foto su Facebook e subito pensai Devo provare! La prima volta però rimasi un pò delusa, non perché non mi piacque, ma era una cosa nuova in Danimarca e veniva insegnata in modo molto basicoQuando però avviarono il corso avanzato mi iscrissi. Forse è stato quando sono riuscita a fare l’inversione per la prima volta, che mi sono innamorata della Pole Dance. Dopo un mese mi chiesero se volessi insegnare. È iniziato tutto così, molto velocemente. 

Credi che praticare questa disciplina abbia in qualche modo influenzato il rapporto con il tuo corpo?

Sì. Nel corso degli anni mi sono resa conto di quanto mi abbia influenzata. Ha senz’altro cambiato il modo in cui mi sento rispetto al mio corpo, ed in meglio. Non solo ti spinge a superare i tuoi limiti, ma nel praticarla smetti finalmente di ossessionarti su cose come rotondità, imperfezioni o cellulite e inizi davvero a concentrarti su ciò che il tuo corpo è in grado di fare, insegnandoti ad accettarti per come sei. E il corpo può fare cose incredibili sul palo. Vale per tutte e tutti! È una disciplina che richiede anche molta forza mentale, stimola la pazienza e la perseveranza. Anche solo abituarsi all’attrito tra la pelle e l’acciaio non è piacevole, ma piano piano ci si arriva, e non si è soli!
Durante le lezioni infatti, ci si trova con persone allo stesso livello con le quali si affrontano le medesime sfide. L’atmosfera è sempre meravigliosa, positiva e di grande supporto reciproco. È un aspetto molto speciale quello di poter celebrare i propri miglioramenti ed il raggiungimento di nuovi obiettivi all’interno del gruppo.

Da quando pratichi questa disciplina ti sei mai scontrata con il pregiudizio degli altri?

Sì. Esiste questo stereotipo secondo il quale chi pratica Pole sia di base una stripper, che poi in realtà non ci sarebbe assolutamente nulla di male. Si tratta di due cose diverse. Quello che le persone non comprendono è che si tratta di uno sport, ma può essere anche molto sensuale. Certo, all’inizio si trattava di una disciplina poco diffusa, raccontata forse solo nei film, che ne hanno influenzato la percezione generale associando la Pole alla Lap Dance. Oggi però è sempre più diffusa, le persone si sono incuriosite, sono sempre meno giudicanti e sempre più open minded a riguardo.
Per me la Pole Dance è danza, ma una danza che avviene nell’aria. È un modo per esprimere se stessi e condividere la propria storia. Ci sono moltissimi stili e infinite forme da esplorare, ed è questo che amo di più!

Parte dell’insegnamento è trasmettere buona energia alle tue allieve, ma tu come ti prendi cura di te stessa e del tuo equilibrio mentale e fisico?

È vero, offro molta energia, ma ne ricevo altrettanta. Vedere le mie allieve imparare ed evolvere per me è energia pura! Ovviamente ci sono giorni in cui mi sento scarica e non ho voglia di allenarmi, quando succede, cerco di ascoltare il mio corpo e di prendermi cura di me stessa coccolandomi un po: mi sveglio con più calma, vado a comprare i fiori al mercato, bevo un buon cappuccino e mangio una brioche, leggo un libro…piccoli momenti di felicità. Spesso cammino. Infilo le sneaker e passeggio, senza programmi, senza meta, semplicemente cammino.

Cos’è per te la femminilità ?

È qualcosa che non arriva da fuori, ma proviene da dentro. È una sensazione, profondamente legata al rapporto che abbiamo con noi stesse. È una luce che brilla, ognuna di noi ce l’ha e la esprime diversamente.

FANTAGIRL I AM THE WOMAN I AM is a project by Fantabody in collaboration with Vogue Italia.

The photographic project made in collaboration with Giustina Guerrieri, a young communication specialist who had always an interest in voicing real stories whilst exploring the boundaries of femininity.

An ode to the female body, regardless of its shape and skin colour. A research that promotes diversity as a starting point for addressing topics such as disability or immigration, which are approached with an inclusive, curious and prejudice-free attitude. Portrayed in her seductive uniqueness, every photographed subject has the opportunity to tell her story and reveal her nature with pride. An all-female collaboration where the protagonists are shot by selected female photographers and interviewed in the form of an intimate exchange of anecdotes and experiences.

The project is published monthly on vogue.it.

Fantabody Meets
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