Greta Futura

Digital Creator & Founder of Mulieris Magazine

Greta è forza gentile, e la dimostrazione che anche le idee più istintive ed embrionali se nutrite da passione e fiducia possono trasformarsi in qualcosa di bellissimo e concreto. Come il progetto Mulieris, magazine indipendente fondato insieme a Sara Lorusso, che valorizza il lavoro di donne, artiste e creative, incentivando il dialogo attorno a temi come l’uguaglianza di genere. Anima poliedrica, che Greta si trovi da un lato o dall’altro della macchina fotografica, il suo discorso cerca sempre di andare oltre la semplice componente estetica.

Greta in tre parole: un profumo, un colore, un sapore.

Il sapore del the, lo bevo costantemente, mi aiuta a rilassarmi sopratutto quando lavoro. Tra i colori, il rosso, intenso e deciso, quando lo indosso mi sento me stessa. Un odore, è quello del limone: da sempre ne mangio moltissimo e sono abituata a sentirne l’odore amarognolo della buccia sulle mani.

Fotografa, modella, editor come racconteresti quello che fai?

È una domanda interessante, e la stessa che spesso mi pongo anche io. Di solito rispondo che sono una persona “trattino”. Faccio molte cose diverse, ma forse si possono riassumere dicendo che lavoro con l’immagine e la rappresentazione del corpo, che sia il mio, quando poso come modella, quello di qualcun altro quando lavoro come fotografa o nel contesto del dialogo che portiamo avanti con Mulieris a metà tra moda e arte. Che sia dietro o davanti alla macchina fotografica la mia riflessione va sempre oltre la componente puramente estetica.

Quando hai capito che la tua strada sarebbe stata nel campo artistico?

Sin da quando ero piccola ho mostrato un’inclinazione creativa, che fosse pittura o fotografia. Ma non ho mai creduto veramente di poter avere un futuro nell’arte o nella moda, tanto che al momento di scegliere il liceo, pur sognando di fare l’artistico, mi sono iscritta ad un indirizzo che ritenevo essere più “strutturato”: scienze umane. Ma non ho mai smesso di fare fotografie, all’ultimo anno mi capitava di saltare moltissime lezioni per poter lavorare come fotografa; e forse quello è stato il momento in cui mi sono resa conto che sarebbe potuto divenire qualcosa di concreto.

Come nasce il progetto Mulieris?

Il progetto nasce in modo molto intuitivo assieme a Sara Lorusso, mia amica e compagna di corso all’università. Io ero in un momento particolare, forse proprio quando si è alla ricerca di se stessi, si creano le cose più belle ed interessanti. Le dissi che mi sarebbe piaciuto creare qualcosa che promuovesse le donne creative, magari una piattaforma online… era un’idea davvero embrionale che però riassumeva una necessità comune. Il primo passo fu aprire un account Instagram nel quale ogni mese veniva proposto un tema e condiviso il lavoro delle artiste che si proponevano di lavoravi sopra. Il progetto per un breve periodo è stato declinato anche su un sito online prima di assumere una forma cartacea.
Il numero zero “Shapes”, stampato in sole 100 copie, è stato un numero di prova, ma il riscontro talmente positivo che ci ha dato la spinta per dare una forma sempre più concreta al progetto. Mulieris diviene così un magazine bi-annule. Oggi, siamo al secondo numero “Shame” e stiamo lavorando al terzo, in uscita a Dicembre.
Sarà leggermente diverso perché caratterizzato da due temi contrapposti: “Drive e Stop”. Volevamo indagare cose ci spinge e ci ispira nel fare ciò che facciamo e cosa invece ci frena, ci inibisce dal farlo.

Cosa significa per te essere una donna oggi?

Significa iniziare ad imporsi in modo più deciso e osservare quali sono i risultati delle rivendicazioni che sono state portate avanti negli ultimi anni. C’è un lavoro collettivo in corso, che pone l’accento su situazioni che devono assolutamente cambiare. Abbiamo imparato a dare un nome a ciò che non è più socialmente accettabile. Oggi, essere donna significa continuare a combattere, nonostante sia paradossale dover usare un termine comunemente associato alla guerra per rivendicare la possibilità di esistere in pace e di educare la coscienza collettiva.

Come ti prendi cura di te stessa e cosa ti fa sentire bene?

La verità è che faccio molta fatica a prendermi cura di me stessa. Se uno dei miei migliori pregi è quello di prendermi costantemente cura di ciò che ho intorno e delle persone che mi circondano, dall’altro questa attitudine mi porta spesso a trascurarmi e sentirmi priva di energie. Il modo in cui cerco di riequilibrarmi è imparare a dire anche dei no e concedermi delle pause, sopratutto per scrivere, per me molto terapeutico. Ho ricominciato a nuotare, una delle poche cose che mi aiuta a staccare e sfogarmi.

Cos’é per te la femminilità?

Per me è cura, verso se stessi e gli altri, è forza e determinazione. È anche grazia, una parola che per me ben racconta di una delicatezza che nasce dall’essere forti senza aggressività.

FANTAGIRL I AM THE WOMAN I AM is a project by Fantabody in collaboration with Vogue Italia.

The photographic project made in collaboration with Giustina Guerrieri, a young communication specialist who had always an interest in voicing real stories whilst exploring the boundaries of femininity.

An ode to the female body, regardless of its shape and skin colour. A research that promotes diversity as a starting point for addressing topics such as disability or immigration, which are approached with an inclusive, curious and prejudice-free attitude. Portrayed in her seductive uniqueness, every photographed subject has the opportunity to tell her story and reveal her nature with pride. An all-female collaboration where the protagonists are shot by selected female photographers and interviewed in the form of an intimate exchange of anecdotes and experiences.

The project is published monthly on vogue.it.

Fantabody Meets
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