Costanza Starrabba

Illustratrice

Con le sue illustrazioni Costanza indaga il corpo femminile, lo accoglie, lo esplora. Nel suo universo metafisico, le regole di luce e prospettiva si annullano, lasciando che affascinanti e sinuosi volumi riempiano lo spazio. La sua grammatica visiva ci ricorda che cos’è la libertà: libertà creativa, libertà di essere se stessi a pieno, libertà di amarsi in tutte le forme. Libertà di esistere.

Costanza in tre parole: un profumo, un colore, un sapore.

Ambra, trovata per caso tanto tempo fa dentro una scatolina di legno, me ne sono innamorata.
Il verde acqua perché è un colore composto e complesso da ottenere, al di là di ciò che forse si immagina: poco blu, un pò di giallo, tanto rosso. Un sapore, quello dei fichi: semplicemente, sono buoni.

Come nascono le tue illustrazioni?

C’e una grammatica nel mio lavoro, composta da cose che mi rimangono impresse a livello inconscio.
C’e una grammatica nel mio lavoro, composta da cose che mi rimangono impresse a livello inconscio.
Scarpe con il tacco e forme femminili, bocche, occhi, fiori, vasi, forme che occupano e riempiono lo spazio, sono per me molto affascinanti da riprodurre. Mi piace osservare il modo con il quale queste forme si relazionano tra di loro, poggiandosi le une sulle altre, ed esplorare i loro punti di contatto. Dove cade un’ombra, come s’increspa una superficie… Una grammatica a metà tra fisico e metafisico

Cosa dice di te il tuo modo di disegnare?

Al centro del mio linguaggio risiede una profonda analisi del corpo femminile. Un’indagine sui corpi e sull’estetica delle forme ed il loro rapporto con lo spazio.
Io ho sempre odiato la prospettiva, non l’ho mai veramente capita, così come non sono mai riuscita a traslare correttamente il rapporto ombre e luci. Ma quando sono stata io a cambiare la prospettiva con la quale guardavo le cose intorno a me, la mia estetica ha preso forma trasformandosi in un linguaggio libero da regole di costrizione e realismo. Nel mio lavoro racconto un altro universo, nel cui spazio ombre e luci si combinano liberamente, magari arrivando da sette punti diversi. Un gioco di deformazioni che va oltre il principio prospettico. E forse, tutto questo racconta bene del mio bisogno di libertà. Libertà creativa.

Che rapporto hai con il tuo corpo?

Complesso. Vado a fasi alterne. Ci sono punti del mio corpo che a volte amo, e a volte no. Il corpo femminile cambia continuamente, e forse è da qui che nasce il mio desiderio di esplorarlo, per comprenderlo meglio, e disegnarlo. Il modo in cui vedo me stessa influenza molto le mie illustrazioni.
È un rapporto che riassumerei così: Non mi piaci, ma mi piaci, perché per poterti disegnare devo capire bene come sei fatto.

Qual è la parte di te che ti piace di più?

Il seno, lo sterno, le spalle, le mie braccia.

Cosa ti fa sentire viva?

I rapporti umani. Lo scambio, il confronto. Ma anche il rapporto con me stessa e la capacità di dimostrami che sono in grado di fare dei grandi cambiamenti, di elevarmi umanamente e professionalmente, accogliendo il cambiamento e le metamorfosi che la vita ci chiede di mettere in atto.
Prendere coscienza del cambiamento come un processo di continua evoluzione e crescita, questo mi fa sentire viva, mi da la spinta.

FANTAGIRL I AM THE WOMAN I AM is a project by Fantabody in collaboration with Vogue Italia.

The photographic project made in collaboration with Giustina Guerrieri, a young communication specialist who had always an interest in voicing real stories whilst exploring the boundaries of femininity.

An ode to the female body, regardless of its shape and skin colour. A research that promotes diversity as a starting point for addressing topics such as disability or immigration, which are approached with an inclusive, curious and prejudice-free attitude. Portrayed in her seductive uniqueness, every photographed subject has the opportunity to tell her story and reveal her nature with pride. An all-female collaboration where the protagonists are shot by selected female photographers and interviewed in the form of an intimate exchange of anecdotes and experiences.

The project is published monthly on vogue.it.

Fantabody Meets
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